Ci avete fatto caso? Un tempo nelle schede elettroniche dominavano le Pt100/Pt1000, oggi è quasi sempre NTC.
Eppure “sulla carta” le NTC sembrano la scelta peggiore.
Le Pt100/Pt1000 (famiglia PTC) sono precise e soprattutto lineari: corrispondenza diretta tra resistenza e temperatura. Una Pt100 fa 100 Ω a 0 °C e sale di 0,385 Ω/°C … zero virgola tre otto cinque … (la Pt1000 con coefficienti ×10). Leggi 103,85 Ω → 10 °C. Semplice.
Le NTC sono l’opposto: resistenza che diminuisce all’aumentare della temperatura (da cui la “N” di Negative), con una curva fortemente NON lineare e formule complicate. In pratica servono tabelle di conversione, che sono diverse per ognuno dei tanti modelli disponibili. Valore tipico: ~10K a temperatura ambiente.
Quindi: meno lineari, meno “comode”.
Perché allora si usano quasi solo loro?
1. Costano meno
2. Il circuito di acquisizione è molto più semplice => costa meno
“Ma queste caratteristiche valevano anche 20 anni fa, cosa è cambiato?”
È cambiata l’elettronica. Oggi ogni scheda monta microcontrollori potenti, e questo ha ribaltato il trade-off.
Prima, gestire la non-linearità con circuiti analogici o MCU limitati era difficile: meglio una sonda intrinsecamente lineare, anche a costo di un condizionamento più raffinato.
Oggi linearizzare via software (con calcoli o lookup table) è banale: tanto vale risparmiare su sonda e circuito.
C’è anche un vantaggio puramente installativo: il valore di lavoro molto alto (10K) rende lunghezza e sezione dei cavi praticamente ininfluenti.
Con una Pt1000 il cablaggio si sente, con una Pt100 sballare la lettura di qualche grado (ovviamente verso l’alto…) è la norma; esiste la misura a 4 fili, certo — ma costa ancora di più.
Ecco perché nella termoregolazione le NTC sono ormai le uniche rimaste.
Buon lavoro!



